“Avremmo firmato con chiunque per far cadere un’amministrazione fallimentare”

Viterbo 2020 determinante per la caduta dell’amministrazione Arena. La città dopo tre anni e mezzo di centrodestra al governo è più spenta e il movimento in questo lasso di tempo è cambiato e si è aperto. Forse non tanto da prevedere al momento intese con i partiti tradizionali. Chiara Frontini parla dopo la fine dell’esperienza a palazzo dei Priori e in vista del voto anticipato in primavera.

L’amministrazione Arena è caduta e adesso?
“Adesso – dice Chiara Frontini – dobbiamo parlare della città, come risolvere i problemi di Viterbo, una città in fondo alle graduatorie per la qualità della vita dei propri cittadini. I suoi rappresentanti è necessario che s’impegnino su temi e contenuti, per trovare le soluzioni giuste”.

Dopo tre anni e mezzo il comune è caduto successivamente alle elezioni provinciali, ma le ragioni vanno cercate anche altrove, non lo pensa?
“Per quanto ci riguarda, le dinamiche nei partiti sono causa della situazione in cui verte la città, prima ancora della caduta di Arena. Non vale la pena interrogarsi sulle ragioni, per noi è bene che si sia archiviata come esperienza. Non per questioni personali o ideologiche, ma perché è sotto gli occhi di tutti com’è oggi la città. Il tema vero è come risollevare Viterbo, idee, progetti sostenuti da un metodo di governo diverso, che sostanzialmente non è quello che ha portato Arena sindaco”.

Sempre dopo tre anni e mezzo di centrodestra, oggi Viterbo come la vede?
“Oggi è più spenta. Una città sempre più in declino motivazionale. La grande sfida per noi, da civici è riaccendere la speranza con proposte realistiche, concrete e fattibili. Pochi punti su cui metterci la faccia. Noi li porteremo avanti senza grossi proclami o presentando un libro dei sogni. Saremo concreti, valorizzando capacità e competenze”.

In tre anni e mezzo, com’è invece cambiato Viterbo 2020?
“È molto maturato, nelle componenti, le persone che lo animano, i gruppi di lavoro. Superiamo l’autosufficienza, preservando un progetto alternativo a un metodo di governo che si è rivelato fallimentare. Abbiamo portato avanti un lavoro d’aggregazione, aprendoci a persone disposte a impegnarsi, a disposizione della città”.

Siete anche pronti a eventuali intese con i partiti tradizionali alle prossime elezioni?
“Stiamo aggregando le forze migliori della città, competenti. Quello che portano avanti i partiti tradizionali, certi meccanismi della politica con la p minuscola non ci interessano. Noi vogliamo parlare di quello che la città si aspetta, risolvere i problemi, come termalismo, sviluppo, creare occasioni di lavoro”.

In 18 hanno sfiduciato l’amministrazione Arena. Ne servivano 17, in maggioranza ce n’erano 13 e Viterbo 2020 ha portato 4 firme. Senza di voi il centrodestra sarebbe ancora a palazzo dei Priori?
“Sono i numeri a decretarlo. Per noi l’obiettivo era archiviare un’amministrazione fallimentare. Tutto il resto, cavilli pettegolezzi, dietrologie non risolvono i problemi della città. Era scontato per noi andare a firmare, lo avremmo fatto con chiunque si fosse reso disponibile a rassegnare le dimissioni”.

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