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“State dando una spallata all’acqua pubblica”

Articolo tratto da Tuscia Web.

Acqua pubblica o acqua privata. L’eterno dilemma in consiglio comunale diventa un dramma. Dopo il consiglio straordinario sul servizio idrico e dopo tre settimane, si arriva a votare l’ordine del giorno proposto Frontini – De Dominicis. Bocciato.

La maggioranza, da Pd a Sel, passando per Oltre le Mura e Viva Viterbo, votano no.

L’argomento è la gestione pubblica dell’acqua.

Un voto sofferto. I lavori si fermano. Per più di un’ora. Al rientro, la sentenza di morte. Il Pd non lo vota e gli altri in maggioranza si accodano.

“Pur convinti che l’acqua sia un bene pubblico – osserva il capogruppo Francesco Serra – non ci sentiamo di confermare il punto in cui si parla della cessione parziale o totale ai privati o quando si dà mandato al sindaco d’agire in base alla legge regionale che è stata impugnata dal ministero o sull’impegno a non cedere le quote”.

Apriti cielo. “La legge regionale – incalza Chiara Frontini (Viterbo 2020) – è stata votata all’unanimità dal consiglio ed è una proposta di legge popolare. Non dovremmo decidere noi, il popolo ha scelto con un referendum e la regione lo ha confermato.

Quella del consiglio dei ministri è una posizione, la legge è in vigore. La Corte costituzionale non sappiamo se confermerà o meno la validità”.

Ancora più duro Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle): “Siamo di fronte al tradimento di un referendum e della volontà popolare degli italiani e quindi dei viterbesi che vogliono l’acqua gestita da società pubbliche.

I viterbesi sappiano che l’amministrazione sta tradendo il loro volere”. De Dominicis annuncia l’intenzione di voler indire un referendum propositivo.

“Il Partito democratico – incalza De Dominicis – era in piazza quando si è votato per l’acqua pubblica nel 2011. Oggi non esclude il privato. State dando una spallata all’acqua pubblica, non escludendo l’ingresso dei privati”.

Serra prova a puntualizzare: “Non confondiamo l’acqua pubblica dalla gestione pubblica”. Ma Chiara Frontini frena: “Ma noi qui stiamo discutendo della gestione dell’acqua pubblica o privata. Non se l’acqua debba essere pubblica o privata”.

C’è anche spazio per uno scontro De Dominicis – sindaco Michelini, mentre Maurizio Tofani (Oltre le Mura) trova similitudini fra la vicenda Cev e Talete.

“La società comunale – ricorda Tofani – erogava servizi con meno soldi di quanti servivano. Oggi sta accadendo la stessa cosa”.

Dal canto suo, Moricoli (Sel) approfitta del dibattito sull’acqua per intrattenere il consiglio sui suoi trascorsi da boy scout.

“Da questa parte – osserva Moricoli – nessuno vuole l’acqua privata”. Però non esclude l’ingresso di privati, per portare investimenti. Parola di scout.

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