Frontini: “No, al piano Parca”.

Viterbo 2020 vicino a quelle 153 famiglie di lavoratori Talete che non sanno se a febbraio riceveranno lo stipendio.

Ancora più vicino se pensiamo che l’anno prossimo potrebbero, se le indiscrezioni dovessero avverarsi, non essere più dipendenti Talete ma di una società gestore privato. Già, perché una volta che i comuni hanno ripianato il debito, con i soldi dei cittadini, chi ci assicura che Talete non venga venduta, magari ad Acea come ha dichiarato più volte il presidente Zingaretti? Un bell’affare, non di certo per noi cittadini.

Viterbo 2020 propone l’unica soluzione possibile per mantenere l’acqua pubblica e garantire i livelli occupazionali: applicare la legge 5 approvata all’unanimità dalla regione Lazio, che permetterebbe di attingere dal fondo per la ripubblicizzazione istituito con apposito capitolo di bilancio.

Ecco alcuni dei motivi perché diciamo no al piano Parca.

Partiamo dagli scopi: rilanciare Talete. Tradotto, garantire una ricapitalizzazione al fine di prendere prestiti dalle banche. Per fare cosa? Ripianare i debiti pregressi (circa 20 milioni) e migliorare infrastrutture ed organizzazione. Il miglioramento delle infrastrutture prevede un investimento di un milione e 625mila euro. I risparmi pianificati – con l’alienazione dei mezzi di trasporto, i risparmi derivanti dallo smaltimento dei fanghi, la riduzione dei costi di energia elettrica, la riduzione del sistema di telefonia etc – ammontano invece a circa 704mila euro.

Investimenti, quindi che almeno per i primi 2/3 anni sono costi. Ma Talete non ha 20 milioni di euro di debiti? E con investimenti non coperti, ma che si vanno a sommare al debito pregresso, il debito non aumenta?

Inevitabili, secondo questo piano, gli aumenti in bolletta: un primo aumento del 9% deliberato il 7 novembre (retroattivo dal 1 gennaio 2014) ed uno preannunciato del 27% in arrivo. Aumento anche per gli allacci, che da 95 euro passano a 150 euro + IVA, per le sostituzioni di contatori che passano da 52 euro a 97 euro + IVA, e per la verifica dei contatori da 100 euro a 134 euro + IVA. Che aumenteranno ancora se Talete “risparmierà” chiudendo i presidi territoriali, se non altro per l’aumento dei costi di spostamento e delle ore che l’addetto impiega a raggiungere la destinazione partendo da Viterbo in direzione Nepi, Acquapendente, o Arlena. Come a dire che sono sempre i cittadini che pagano per le inefficienze.

E ancora: l’intento di esternalizzare “alcune fasi ed attività”, come il management e le manutenzione straordinaria, cozza con la volontà di formare e qualificare il personale dipendente, prevedendo anche degli incentivi per la produttività a seguito dell’introduzione di un sistema di valutazione interna. Ciò che è assurdo è che, ancora oggi, non esista un sistema di valutazione interna…

Un piano che prevede che i ricavi crescono (quindi la bolletta) ma i costi restano uguale fino al 2025: nessun aumento di materie prime? Zero inflazione fino al 2025? Nessun adeguamento dei salari?

E’ chiaro che la soluzione non è di certo il piano Parca, un progetto di ristrutturazione aziendale che fa acqua da tutte le parti.

Chiara Frontini
Movimento civico Viterbo 2020

Lascia un commento

Archivi

Viterbo2020

Viterbo 2020 nasce come piattaforma programmatica partecipata con due priorità principali. Primo: affrontare nell’immediato, con rapidità e decisione, le piccole e grandi emergenze che affliggono continuamente la nostra Città. Secondo: programmare lo sviluppo. Viterbo2020 è la nostra proiezione verso il futuro. La sfida di un domani che non è poi così lontano. Immaginare la nostra Città attraverso la lente di un progetto lungimirante, strategico, concreto, prospettico. La voglia di tornare a sognare.
Utilizzando il sito, accetti l´utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni | Accetto