FUORI CAMPO – Antonello e lo specchio

Vi confesso che non ci volevo credere quando mi sono trovata davanti al cancello del cantiere dell’Arcionello.

LAVORI IN CORSO.

Lavori?!? Come?!? Si costruisce all’Arcionello, adesso, con il Sindaco di centro-sinistra e Pd e Sel in Giunta?!?

Sono rimasta basita. Per questo ho formulato un’interrogazione urgente all’assessore Alvaro Ricci, speranzosa di riceve una risposta in cui l’Assessore prendeva le distanze e si impegnava a riesaminare il permesso a costruire e fermare i lavori. Invece, come spesso accade dall’insediamento di questa giunta, l’Assessore ha affermato di ritenere l’intervento non invasiva, mentre siamo ancora in attesa della risposta ufficiale. Aspettiamo fiduciosi.

Proprio qualche giorno fa Antonello Ricci, volto e voce delle passeggiate all’Arcionello, ha riacceso i riflettori sul parco urbano con un articolo vero, appassionato, pieno d’amore per Viterbo e le sue bellezze. Ed è proprio da quell’articolo che iniziamo il nostro ragionamento. Antonello, in quell’articolo, ha sollevato dure critiche a coloro i quali, in passato, si sono stracciati le vesti per la tutela del parco dell’Arcionello. Per poi scoprire che, dopo mille battaglie e una volta conquistato Palazzo dei Priori, con tanto di poltrone assessorili che le ruspe lavorano ancora giorno e notte all’Arcionello. Il paradosso è che mentre l’allora amministrazione di centro-destra, magari ob torto collo, magari mangiando la foglia, certo, però fermò i lavori. Oggi quelle stesse persone che allora si scagliarono contro le palazzine girano la testa dall’altra parte facendo calare sull’Arcionello un assordante silenzio, rotto solamente dal rumore delle ruspe.

Dopo questa riflessione mi sono fermata, guardandomi allo specchio (che no, non si è rotto 🙂 ). All’improvviso le lancette del mio orologio sono tornate indietro, facendomi ricordare quando, da assessore del Comune di Viterbo, con entusiasmo e voglia di fare, conducevo a testa alta le mie mille battaglie.

“Chi te lo fa fare?” Era il refrain di ogni giorno.

“La coscienza”. Strana parola per certe orecchie, coscienza.

“Ma falla finita, fanno tutti così, dai Chiara, fallo anche tu”.

“E’ proprio questo modo di pensare che ci ha ridotto in mutande, è proprio questo modo di pensare che fa scappare tanti giovani come me per lavorare all’estero, è proprio questo modo di pensare che vogliamo archiviare”

“Mah, questa dura poco…” era il commento finale.

Ed io rispondevo con un sorriso.

Dopo qualche mese accadde esattamente quello che questi amici avevano previsto. Ma per fortuna, coerenza e costanza, oggi siamo più grandi e maturi di prima.

Questo per testimoniare che non facile mettersi contro la propria maggioranza, ma è possibile. Certo, ci vuole coraggio, ci vuole un credo forte e radicato nelle proprie idee, ci vuole capacità di resistere al luccichio delle poltrone. Dopo la dura critica di ieri anche all’assessore Valeri, oggi voglio farle un appello: non offuscare le battaglie fatte negli anni con il colpevole silenzio di oggi. Coraggio, non sei sola, facciamo questa battaglia per Viterbo fuori dagli schemi ideologici. Come avrai potuto costatare in prima persona, è difficile fare la classifica dei buoni e dei cattivi: quando sei dentro il palazzo il confine tra la maggioranza e una parte di opposizione spesso si confonde. E poi ci sono le persone perbene come noi, appassionate, vere. Non farti fagocitare. Credimi, non ne vale la pena. Iniziamo questa nostra battaglia in consiglio e poi portiamola fuori, di nuovo tra la gente. E chi se ne frega del partito o della lista in cui siamo state elette, del ruolo che ricopriamo. Si, facciamola questa battaglia, perché se lo merita questo territorio. Facciamola insieme ad Antonello Ricci e a tutti quei Viterbesi che vogliono bene all’Arcionello. Stai sicura che al nostro fianco ci saranno tanti cittadini che vogliono, come noi, un parco urbano vero, protetto, e non una zona dove si cementifica.

La prova dello specchio prima o poi dobbiamo farla tutti. Quando tra qualche anno ci schiereremo a difesa di ciò in cui abbiamo sempre creduto, ci sentiremo persone migliori. E questo è un valore che nessun assessorato potrà mai ripagare. E penso al sorriso luminoso di Antonello. Noi ci siamo e, Raffaella, ti aspettiamo.

Buona domenica!

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