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Problema risolto n°1 – Le File alle Casette dell’Acqua

Il silenzio assenso, sembra che sia questo il sistema di non risposta adottato da questa amministrazione.
La monnezza sale, le saracinesche scendono, l’acqua non viene più, eppure sarebbe da dire “Piove!! Governo…”
Sì l’acqua, succede che quella apparentemente dearsenificata, priva di floruri, l’unica possibile per la stragrande maggioranza dei viterbesi, improvvisamente smetta di essere erogata, il servizio si interrompa, ma non come accadrebbe in un qualsiasi paese dove il cittadino, messo al primo posto, sarebbe avvertito con largo anticipo o almeno informato a dovere, no. Semplicemente il servizio si interrompe così: d’amblé, con pace obbligata degli assetati!
Almeno un problema questa amministrazione l’ha risolto: quello delle file ai distributori!
Poi si saprà, quando e come non è dato conoscerlo, quali sostanze fossero presenti nelle fontanelle della Logica, ma con calma, perché non vorremmo che l’ecobonus per l’acquisto dei dearsenificatori domestici, costato al nostro neosindaco addirittura un viaggio a Roma per poter incontrare il Ministro, si consumasse troppo rapidamente senza essere stato utilizzato a dovere.

Firma la petizione contro Equitalia in piazza oppure on-line!

Domani, domenica 29 settembre, dalle 16 alle 20 potete trovarci al Corso, davanti alla Chiesa del Suffragio, ad esprimere la nostra contrarietà alla decisione della Giunta Michelini di affidare la riscossione dei tributi comunali ad Equitalia. Lo facciamo con una raccolta firme, perché siamo certi che tanti come noi sono rimasti delusi da questa scelta. Quella più facile per gli amministratori, ma quella più difficile per i cittadini. La vostra voce in Consiglio Comunale. Per questo fai sentire la tua voce e firma la petizione popolare per dire NO a Equitalia a Viterbo.

 

Inoltre è possibile firmare la petizione anche on-line:

https://secure.avaaz.org/it/petition/NO_EQUITALIA_a_Viterbo.

Oli esausti spesi 800 mila euro. Ad oggi non sono stati consegnati gli appositi contenitori!

Il progetto per il recupero degli oli esausti di uso domestico, fu lanciato dalla provincia il 26 ottobre 2010. Oggi il “progetto” giace in un deposito di attrezzatura dismessa della Viterbo Ambiente, al Poggino. Tra le erbacce, addirittura oltre la recinzione del deposito, languono i contenitori, fuoriusciti dagli imballaggi troppo delicati per resistere alle intemperie di tanti mesi.

Nel 2010 l’assessore all’ambiente della provincia convocò i comuni della Tuscia per illustrare il progetto relativo al recupero degli oli. Un programma biennale con un investimento di 800mila euro da parte della provincia, suddivisi in due annualità. Soprattutto, a costo zero per i comuni che avrebbero aderito all’iniziativa.

In ogni comune aderente avrebbe dovuto essere distribuito, sotto la responsabilità del comune, un apposito contenitore di 20 litri per nucleo familiare, dotato di un microchip. Un progetto che avrebbe previsto anche l’attivazione di apposite campagne di comunicazione e sensibilizzazione.

Usiamo il condizionale, appunto, perché come sappiamo ad oggi a nessuna famiglia viterbese è stato consegnato il contenitore, nonostante Viterbo abbia aderito al progetto e abbia avuto in consegna il materiale alla fine del 2012. Dagli uffici comunali, sempre alla fine 2012, alla domanda su che fine avesse fatto il materiale ci veniva detto che, a causa della mancanza di personale, non era stato possibile consegnarlo alle famiglie e che ciò sarebbe avvenuto non appena possibile.

Appena il 19 luglio scorso, in occasione di un incontro per la raccolta differenziata, altra versione dei fatti: un tecnico comunale affronta marginalmente l’argomento oli esausti, facendo presente che i contenitori non possono ancora essere distribuiti a causa della non attivazione dei microchip da parte della ditta che ha fornito il materiale. Il tutto esacerbato da un contenzioso in essere tra la ditta stessa e la provincia.

Quindi dagli uffici comunali, a distanza di poco più di 8 mesi, escono due facce diverse della stessa incresciosa situazione: una vede la responsabilità del solo comune di Viterbo, l’altra invece della provincia.

Nel frattempo il progetto veniva parcheggiato da qualche parte, in attesa di tempi migliori. Come parcheggiate nelle dispense dei cittadini viterbesi più virtuosi, restano le bottiglie piene di oli esausti non più riversate nei lavandini o nei wc.

Troppi, troppi, troppi casi di sprechi e malagestione dei fondi pubblici. A scapito dei servizi, soprattutto nel settore ambientale. Sarebbe bello sapere se la responsabilità sia della provincia o del comune. Se fosse del comune e io fossi nei panni del vicepresidente Equitani, penserei a prendere provvedimenti seri.

E’ stato un caso scoprire questi contenitori. E se non fossimo passati, quanto ancora sarebbero rimasti lì? Possibile che un progetto a costo zero per il comune possa finire così? Forse quegli 800mila euro non sono comunque soldi dei contribuenti viterbesi?

Poiché crediamo che una risposta a queste domande sia doverosa e un servizio di recupero degli oli usati sia necessario, Viterbo 2020 si mette a disposizione da subito per garantire, con il nostro contributo gratuito, la distribuzione dei contenitori superstiti alle famiglie viterbesi, affinché gli oli esausti trovino finalmente la strada del recupero e del rispetto dell’ambiente.

Chiara Frontini
Consigliere comunale Viterbo 2020

Alla fine paga sempre pantalone. Il nostro no ad Equitalia!

È successo. Incredibile ma vero, alla fine il Comune di  Viterbo affida il servizio riscossione tributi ad Equitalia.  Ormai non ci sorprende piú la giunta Michelini: nonostante siano passati pochi mesi dalla sua elezione,  una ne fa e cento ne pensa. La decisione di affidare ad Equitalia il servizio di riscossione coattiva dei tributi comunali si è consumata ufficialmente giovedì scorso, durante il Consiglio Comunale. E dico ufficialmente perché, si sa, in questo caso i consiglieri di maggioranza sono stati chiamati soltanto a ratificare una decisione già presa dalla ViceSindaca Ciambella e dal Sindaco Michelini.

La ViceSindaca Monna Lisetta si è presentata in Consiglio di nero vestita, con l’espressione solenne delle grandi occasioni. Anche il tono patetico (in senso di “pieno di pathos” eh!) era quello delle grandi occasioni, nella speranza di far digerire una pillola amara ai Viterbesi incapsulandola di retorica.

Il primo goffo tentativo di evitare una dura reprimenda è stato furbescamente architettato da Monna Lisetta il giorno prima del Consiglio incriminato, convocando i CapiGruppo per spiegare che, ahinoi, “si trattava dell’unica scelta possibile”. Viterbo2020 non ha partecipato alla farsa, perché non volevo condividere una sola virgola di questa assurda e folle decisione.

Così arriviamo al giorno del Consiglio, dove Monna Lisetta arringa la folla di ubbidienti consiglieri e di futuri disoccupati di Esattorie con una relazione di stampo bugiardesco. Eh si, perchè Monna Lisetta, memore della vecchia scuola, qualche “Bucia” ce l’ha raccontata. Come asserire che “non si poteva fare altrimenti”. Come asserire di “aver scoperto il crack Esattorie solo a Giugno”. Come asserire che “Equitalia rimarrà solo fino al 31/12/2013”. Si puó sempre fare altrimenti, c’è sempre un’alternativa. Il crack era ben noto da febbraio a chi frequentava il consiglio all’epoca, come Monna Lisetta all’èra in cui era consigliere di opposizione. Ma forse era una consigliera distratta. Intanto facciamo passare un bel Natale Equitalizzato  ai viterbesi, poi si vedrà.

E poi il momento del voto. Questa volta la maggioranza senza sbavature e distinzioni ha votato compatta, civici sognatori di fiaccole e palloncini colorati compresi. Certo  per gli elettori dei civici sognatori deve essere stato un brutto risveglio, hanno votato per Equitalia.
Frittata fatta, quindi: da una parte i lavoratori di Esattorie sempre più precari, dall’altra la concessione ad Equitalia. Palo-palo-gol!

A giustificare la squallida operazione anche il dott. Serra, di renziana memoria (giusto la memoria è rimasta renziana, visto che Renzi a Firenze ad Equitalia ha dato il ben servito da un po’) che difende l’operato di Monna Lisetta con tutte le sue forze.

Ora il futuro di questa brutta storia dipende anche un po’ da noi. Viterbo2020 ha lanciato una raccolta firme che durerà fino a Dicembre: tutti i sabati in piazza e online con una petizione chiamiamo i viterbesi a dimostrare la loro contrarietà a questa ignominia e a spronare la maggioranza a trovare una soluzione alternativa. Ieri abbiamo fatto il primo gazebo: è stato un successo. Vi aspettiamo sabato prossimo!

Anche perchè non dobbiamo dimenticare mai che siamo arrivati a questo punto grazie alla cattiva politica. Non dobbiamo dimenticare mai che tutto il carrozzone che ha portato a questo epilogo irresponsabile parte con la Custer, passa dal CEV e arriva ad Esattorie, la quale fallisce e, con un epilogo degno della peggiore commedia, finisce con Equitalia.
“Ma chissene frega!” – dicevano una volta – “tanto paga Pantalone!”  Ma ora, le tasche di Pantalone sono vuote. È qualcos’altro ad essersi riempito…;)

Buona domenica!

Viterbo 2020 raccoglie le firme contro Equitalia!

Oggi pomeriggio dalle 16 alle 20 potete trovarci al Corso, davanti alla Chiesa del Suffragio, ad esprimere la nostra contrarietà alla decisione della Giunta Michelini di affidare la riscossione dei tributi comunali ad Equitalia. Lo facciamo con una raccolta firme, perché siamo certi che tanti come noi sono rimasti delusi da questa scelta. Quella più facile per gli amministratori, ma quella più difficile per i cittadini. La vostra voce in Consiglio Comunale. Per questo fai sentire la tua voce e firma la petizione popolare per dire NO a Equitalia a Viterbo.

No a Equitalia a Viterbo!

Viterbo2020 diserta la riunione dei capigruppo convocata dal vicesindaco Ciambella per spiegare alle forze politiche la scelta di Equitalia per il servizio di riscossione dei tributi, dopo il fallimento di Esattorie.

“Ci dispiace sinceramente che si sia fatta questa scelta. Ci dispiace soprattutto per i cittadini viterbesi, che saranno vessati da un organismo che non ascolta e non comprende le difficoltà economiche del momento, non facendo distinzioni tra evasori da colpire e situazioni di indigenza – dichiara il consigliere comunale di Viterbo2020 Chiara Frontini – soprattutto perché il vicesindaco aveva espresso la volontà di intraprendere questa strada già mesi fa, quindi la convocazione delle forze politiche per condividere e concertare è solo un teatrino al quale non intendiamo prendere parte”.

Inoltre il movimento stigmatizza e denuncia il grave comportamento tenuto dalla maggioranza questa mattina in consiglio comunale sul caso dell’antenna di Magugnano. I gruppi di maggioranza hanno infatti tentato di modificare sostanzialmente la mozione da noi presentata attraverso un maxi-emendamento che abrogava completamente la parte dispositiva e le azioni a cui si impegnava l’amministrazione, stravolgendo il senso da noi voluto.

Un principio che, se divenisse prassi, implicherebbe che ogni mozione delle forze di opposizione potrebbe essere tranquillamente rimanovrata e rimodellata a piacimento con un semplice voto di maggioranza.

Per fortuna che si chiamano democratici.

Viterbo2020

Zena: “Turisti a Viterbo questi sconosciuti”

– Durante l’estate viterbese 2013, abbiamo accolto come ogni anno quella manciata di viaggiatori testardi che hanno scelto di visitare la città dei Papi soltanto per una serie di fortuite coincidenze. Perché un turista dovrebbe scegliere di venire a Viterbo?

– perché è priva di bagni pubblici funzionanti?
– perché la segnaletica è obsoleta, errata o mancante?
– perché lo spazio dedicato al parcheggio dei pullman è insufficiente?
– perché è una città sporca?

Viterbo e le sue attrattive non meritano tale trattamento!

Purtroppo però, chi ci ha amministrato in passato e chi lo fa attualmente è solito dare banali risposte, ripetutamente ascoltate, più o meno così sintetizzate: “Viterbo deve essere valorizzata di più. Con le sue bellezze monumentali di pregio storico artistico, i suoi variegati paesaggi naturalistici, le sue eccellenze enogastronomiche… eccetera”.

Tutto vero cari amministratori, aggiungiamo che queste eccellenze ne fanno una città culturale – nel suo integrale e giusto significato. Ciò che manca è soltanto la volontà di trasformare tutto questo potenziale in “prodotto turistico”, cioè in ricchezza.

A nostro avviso, la promozione turistica territoriale andrebbe necessariamente coordinata e ripensata in un’ottica funzionale-scorrevole-innovativa. Lo sviluppo turistico del territorio va cercato in una prospettiva di coordinamento che metta in primo piano la valorizzazione delle peculiarità culturali (naturalistiche, storico archeologiche, enogastronomiche, artigianali ecc.) e dei servizi correlati offerti. L’idea di un’immagine coordinata della valorizzazione turistica potenzia lo spirito del territorio, ne accresce l’attrattiva e si riflette positivamente sul consolidamento delle imprese operanti e sulla nascita di iniziative imprenditoriali in ambito turistico.

All’amministrazione comunale spetta il compito di coordinare tutte quelle attività volte a convogliare ed accogliere i turisti nel territorio comunale; il resto spetta a tutti gli operatori del settore che già svolgono il proprio lavoro con enormi sacrifici, molto spesso facendosi carico anche di servizi che non competono loro: si arrangiano come meglio possono per non smettere di sopravvivere, abbandonati a se stessi e spesso anche costretti alla chiusura dell’attività.

Tutto ciò accade in questa stupenda città, ancora troppo chiusa e feudale, dove si sono susseguite amministrazioni che hanno delegato troppo facilmente – oseremmo dire anche superficialmente – quei servizi che avrebbero dovuto curare, gestire e controllare direttamente, adottando invece (come se fosse prassi) il solito squallido sistema clientelare anziché meritocratico.

Il segreto sta nel concepire il territorio come un sistema complesso di forze che, se coordinate in una unità strategica, possono esaltarne qualità ed unicità trasformandole in ricchezza economica.

Laura Zena

Responsabile Turismo Viterbo Venti Venti

MA VITERBO AMBIENTE NON ERA IL “PRINCIPE AZZURRO”?

Per l’atteggiamento civico e di trasparenza che il movimento Viterbo 2020 ha deciso di adottare nei confronti dei viterbesi, senza tentennamenti o ripensamenti, ci sentiamo di intervenire nel dibattito politico e civile che vede Sua Signoria “Viterbo Ambiente” al centro della discussione cittadina.

Questo perché ci sorprende che le critiche piovano oggi da chi, questa ditta, ha avuto modo di verificarla per diverso tempo. Viene da chiedersi come mai soltanto ora queste persone si risveglino, come da un sonno profondo, sollecitando chi di dovere ad esercitare il dovuto controllo sul corretto espletamento del servizio, affinché esso rispetti i parametri di efficienza e di efficacia previsti sulla carta.

Il servizio di igiene urbana latita, è vero, ma di certo non soltanto da qualche mese.

È da tanto tempo che le pagine dei quotidiani viterbesi e le bacheche dei social network mostrano foto di secchioni stradali stracolmi di ogni genere di immondizie, di erbacce che infestano le strade dei quartieri, di discariche abusive mai bonificate, e il disservizio prodotto dalla Viterbo Ambiente nei confronti della città è da sempre palese e intollerabile, fin dalla stipula del contratto di appalto avvenuta nel settembre 2012.

Certo è che speravamo almeno di assistere ad un’inversione di tendenza.

Non avendola notata, già in data 1° agosto avevamo presentato un’interrogazione, proprio sulla Viterbo Ambiente, all’assessore Saraconi. Alla maggioranza sarebbe bastato dedicarsi, almeno allora, alla sola lettura dei primi tre articoli del capitolato speciale d’appalto per rendersi conto che qualcosa non andava per il verso giusto.

Gli inadempimenti al capitolato sono diversi, più o meno gravi, più o meno visibili.

Un esempio: la raccolta domiciliare porta a porta avrebbe dovuto svilupparsi in maniera graduale e cadenzata; questi i tempi perentori dettati da capitolato: raggiungere entro 3 mesi dall’inizio del servizio il 25% delle utenze, entro 6 mesi il 50%, entro 9 mesi il 75% e entro l’anno il 100%, frazioni incluse; quindi entro l’attuale settembre avremmo già dovuto avere la raccolta differenziata estesa a tutto il territorio viterbese (penale applicata da capitolato: mancata attivazione dei servizi previsti nel progetto nei termini indicati all’art. 2, comma 2, euro 3.000,00 per ogni giorno di ritardo per ogni servizio non attivato).

Inutile dire che tali obiettivi temporali siano stati totalmente disattesi e che il tentativo messo in atto di raggiungere il traguardo in soli 3 mesi (metà luglio-ottobre 2013), imponendo ai cittadini un programma serrato e tachicardico, con partenza in piena estate e soprattutto a cavallo di un cambio di amministrazione, non poteva che aggravare una situazione pericolosamente precaria.

Così viene da pensare che ora che i disservizi e gli inadempimenti sono sotto gli occhi di tutti e palesemente documentati, chi all’epoca ha parlato della Viterbo Ambiente addirittura come “il Principe Azzurro” che avrebbe rapidamente risolto ogni problema di igiene urbana della città, voglia ora mettersi al riparo da sicure critiche e magari evitare doverose responsabilità.

 

Chiara Frontini

Consigliere Comunale Viterbo2020

VITERBO2020 DICHIARA GUERRA ALLE SLOT MACHINES

Viterbo 2020 dichiara guerra alle slot machines.

Viterbo 2020 ha redatto e posto all’attenzione del consiglio comunale una proposta di regolamento comunale per la disciplina delle sale da gioco e dei giochi leciti che, con i suoi 26 articoli, ha l’obiettivo di riempire un vuoto normativo a nostro avviso grave.

Sebbene la ludopatia abbia una storia diagnostica particolarmente recente, ha già mietuto innumerevoli vittime e il suo velo oscuro si sta pericolosamente diffondendo con rapidità preoccupante tra i giovanissimi, le donne e le fasce sociali maggiormente colpite dalla crisi economica. Una malattia infida perché illude con la prospettiva di una vincita facile, arrivando in molti casi a distruggere, non soltanto economicamente, interi nuclei familiari.

Un problema quindi che non può più essere taciuto, ma che va affrontato.

Il regolamento vuole: disciplinare la presenza delle sale giochi sul territorio comunale predisponendo norme restrittive per l’insediamento delle stesse, tutelare dalle implicazioni negative del gioco d’azzardo i cittadini viterbesi attraverso concrete azioni di sensibilizzazione e di informazione sulle conseguenze della patologia, creare tessere anti-minore utili anche per la tracciabilità e l’antiriciclaggio, studiare forme di regolamentazione dell’utilizzo dei videopoker negli esercizi pubblici presenti sul territorio e, di concerto con gli altri soggetti interessati, garantire il rispetto delle misure prese e i necessari controlli.

Tutto ciò in attesa che lo Stato concretizzi, senza speculazioni da parte dei partiti, la propria posizione nei confronti di quei giochi ancora ritenuti leciti e che sono la causa scatenante della ludopatia, poiché, come recita l’articolo 32 della Costituzione, è la Repubblica che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Siamo fiduciosi che la commissione competente, a differenza del consiglio comunale in ferie da più di un mese, verrà convocata quanto prima per esaminare la nostra proposta.

 

 

L’OTTAVO RE DI VITERBO

L’OTTAVO RE DI VITERBO

L’ottavo assessore come l’ottavo re di Viterbo. Un refrain antipatico, che sa di politichetta correntizia da prima repubblica, quella che blocca l’attività amministrativa per i capricci di taluno o talaltro, quella incapace di decidere. È proprio il caso di dirlo: da Marini a Michelini siamo semplicemente passati dalla padella alla brace. Dall’immobilismo del centro destra a quello del centro sinistra, dalla mancanza di visione del centro destra a quella del centro sinistra, forse perché in realtà non ci siamo mai spostati dal centro e da quei piccoli potentati locali che, in maniera più o meno occulta, governano la nostra città da ben più di qualche mese.

Dunque, passata Santa Rosa, a breve faremo il cambio di stagione, arriverà Natale e chissà se il Sindaco Michelini avrà nominato l’ottavo Assessore. Una figura ormai quasi leggendaria, come l’ottavo Re di Roma.

Il rifiuto di Serra, le speranze del giovane consigliere Martina Minchella (alla quale mi permetto di dare un consiglio non richiesto: io ci sono passata a fare da inconsapevole utensile nelle mani dei vecchi marpioni, stanne alla larga!), lo showdown delle incompatibilità dei renziani inviate al sottogretario fioroniano agli interni, e ora il povero (si fa per dire) Tonino Delli Iaconi. Sono riusciti a bruciare anche lui, che magari sullo sviluppo economico qualcosa avrebbe potuto dire, a differenza di alcuni suoi (ipotetici) colleghi di giunta.

Una pessima gestione dei rapporti con le associazioni datoriali, fatta di continui strappi istituzionali dal buffet del 3 Settembre in Prefettura alla mancata consultazione su una decisione così importante: e per fortuna che il Sindaco viene da quel mondo lì. Insomma, con l’amministrazione deve ancora fare il callo, ma se ci cade anche sul suo terreno, allora vuol dire che ci fa. O c’è.

Una levata di scudi da parte di ¾ del mondo economico viterbese che è difficile da ignorare per chi dovrebbe porsi come mediatore. Possibile che i Democratici non siano in gradi di fare concertazione? Possibile che Michelini sia riuscito a vanificare l’idea (buona, peraltro) di nominare allo sviluppo economico una figura che conosca bene il mondo delle imprese, gettando tutto alle ortiche con il solito pressappochismo?

In tutto questo il Pd annuncia riunioni e poi le annulla, il segretario provinciale attacca tutto ciò che non rappresenta “il nuovo che avanza” (e allora, verrebbe da dire, in questa maggioranza ci sarebbe un bel po’ da attaccare…), il Sindaco batte i piedi perché gli assessori li nomina lui, mentre i cittadini viterbesi navigano nell’immondizia, ai ristoranti si intima di chiudere la sera di Santa Rosa, i negozi in centro chiudono i battenti e chi più ne ha più ne metta. Grandi risultati! Propongo una I edizione di Puli…Amo Viterbo, si, ma dagli amministratori incapaci!

Buona domenica!

Chiara

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Parla con Chiara Frontini - Viterbo 2020
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