Fuori Campo: “Si, ma c’hai qualcuno che te ce mette la zeppa?”

“Si, ma c’hai qualcuno che te ce mette la zeppa?”

Frase cult da queste parti. Ogni volta che racconti un sogno, che disegni un progetto o immagini il tuo futuro lavorativo, arriva la fatidica risposta pronta a smorzare qualunque entusiasmo o speranza di farcela senza un Santo in paradiso.
Semplicemente, a volte si chiede la “zeppa” anche soltanto per far valere quello che sarebbe un proprio diritto acquisito: ricevere delle informazioni, far lavorare una pratica nei tempi previsti, essere ricevuti per un appuntamento.

Diverso è il sistema del “mentoring”, prassi nei Paesi anglosassoni e in Europa (dove, guarda caso, il rapporto tra efficienza e debito pubblico è inversamente proporzionale in favore dell’efficienza) : quando persone meritevoli vengono introdotte da professionisti già affermati negli ambienti lavorativi. Ma essere presentati non implica l’automaticità del posto. L’obiettivo si raggiunge solo dopo attente valutazioni e magari un periodo di prova. Un po’ come le lettere di raccomandazione da parte dei tuoi prof all’Università o quelle di referenza dai precedenti datori da lavoro. Ma da noi no, questo sistema di premio del merito ancora fatica a farsi strada. Da noi vige il sistema della zeppa: quello che ha ingrossato per anni le pubbliche amministrazioni e gli Enti collaterali, pieni zeppi – è proprio il caso di dirlo – di gente che non sta certo lì per aver vinto un concorso. E così lievita il debito pubblico e le aziende statali o partecipate sono in perenne deficit. E così si generano la lentezza e l’inefficienza della macchina burocratica, incrostata da decenni di sovrastrati di familismo amorale.

La battaglia culturale di Viterbo2020 comincia proprio da qui: trasformare un luogo dove ognuno pensa a massimizzare unicamente i vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia nucleare, supponendo che tutti gli altri si comportino allo stesso modo, in una comunità dove il benessere generale è il benessere di ognuno. Per dare ai nostri giovani un buon motivo per restare – senza doversi per forza cercare la zeppa – e ai più grandi un motivo per essere orgogliosi di aver costruito qualcosa di funzionante e duraturo.

Buona domenica!
Chiara
Foto: Alberto Scaglietta
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