Basta stragi al canile di Bagnaia. Applicazione del Regolamento e denuncia penale per animalicidio.

Oltre 90 cani uccisi negli ultimi anni. 32 soltanto quest’estate. 7 neanche una settimana fa. Dati presenti ormai, tristemente, su tutti i siti animalisti nazionali. Ma in Comune regna l’indifferenza. È ora di mettere un punto fermo a queste stragi.

Un canile, quello di Bagnaia, che ha avuto una vita travagliata, tra processi e polemiche, i disagi invernali dovuti all’eccessiva altitudine, i passaggi di gestione, un futuro come parco canile. Forse. Perché per veder realizzare questo futuro c’è da capire se la Regione concederà la deroga, se la Regione stanzierà i fondi, se poi effettivamente li erogherà (e visti i precedenti, c’è da sperare ben poco). Ma nel frattempo a pagare per l’odio che scorre tra gli umani non possono essere gli animali ospiti della struttura.
Viterbo Venti Venti ha presentato questa mattina una mozione consiliare per chiedere che venga applicato il Regolamento Comunale in materia di avvelenamento degli animali. Riteniamo gravissimo che ad oggi nessuno dell’amministrazione abbia ancora preso provvedimenti contro questa vergogna: stragi, di questo si tratta. Intenzionali e reiterate. E c’è da temere che avverrà di nuovo se non interveniamo con prontezza ed incisività. I volontari non possono essere lasciati soli, senza neanche i fondi per acquistare qualche telecamera, ammesso che questo risolverà il problema. Chiediamo con forza che venga applicato il Regolamento Comunale esistente per la tutela dei diritti degli animali che prevede la presa in carico del problema da parte dell’Ufficio comunale per i diritti degli animali, il quale ha facoltà di sospendere l’attività svolta nell’area interessata per proteggere gli ospiti del canile. Inoltre il Sindaco non deve dimenticare che il proprietario dei cani ricoverati nei canili è lui stesso. Sarebbe opportuno che il Comune procedesse con una denuncia penale contro ignoti ai sensi dell’art. 544-bis del Codice Penale, in base al quale chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni. Un segnale di pugno di ferro contro la follia e l’efferatezza di un maniaco.

Chiara Frontini

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