Meno indennità e più soldi per le famiglie

Partiamo dal presupposto che, in un momento come questo, la politica deve iniziare a dare l’esempio e autoriformarsi. Praticamente è da quando ho iniziato a fare politica che chiedo il rinnovamento della classe dirigente e continuo a farlo nonostante ne abbia pagato le conseguenze sulla mia pelle. Ora, a maggior ragione, visto l’esito elettorale, è tempo che la classe politica dia delle risposte.

Quindi, voglio innanzitutto rilanciare la proposta di un numero massimo di mandati nello stesso ente. Credo che ci sia un momento in cui alla politica si può dare, in termini di idee, proposte, energie, e un momento in cui dalla politica si inizia solo a ricevere privilegi, auto blu, indennità, senza contare la creazione di incrostazioni di potere che spesso e volentieri si trasformano in un circolo vizioso di clientele che bloccano lo sviluppo. Per capirci, introdurre una prassi in base alla quale dopo dieci anni in consiglio comunale non ci si possa ricandidare per lo stesso organo rappresentativo.

Dopodiché, è giusto che la prossima giunta deliberi la riduzione del 50% (o più) di tutte le indennità (sindaco e giunta) e gettoni di presenza dei consiglieri fino a raggiungere una cifra di almeno 200mila euro€ di risparmio. Non sarà questa la panacea di tutti mali, ma in un momento in cui non ci sono fondi per rendere l’acqua potabile e arginare l’emergenza abitativa, beh, ogni contributo è ben accetto. E i primi contributi devono venire proprio dagli amministratori pubblici. Con questi 200mila euro€ di risparmio derivanti dalla riduzione delle indennità sarebbe possibile creare un fondo di scopo, ad esempio, per le famiglie in difficoltà. Con questa cifra parliamo di 5mila euro€ all’anno per 40 famiglie, 416€ in più al mese che entrano in un nucleo familiare in difficoltà.

Infine, proponiamo di istituire un indice di produttività anche per gli assessorati, da determinare in base al numero dei progetti proposti e realizzati, alle presenze in giunta e in consiglio, ai fondi (regionali, nazionali ed europei) ottenuti sulla base di progettualità. Un meccanismo di merito che sproni gli amministratori a produrre idee e reperire fondi per la città fuori dal bilancio del Comune, naturalmente tenendo in considerazione le differenti responsabilità e competenze (ad esempio, un assessore alla Cultura non potrà avere gli stessi indicatori di quello all’Urbanistica). Se non si raggiungono gli obiettivi, il 50% dell’indennità degli assessori potrà essere decurtata anche fino all’azzeramento dell’’emolumento.

Questa una proposta concreta di Viterbo2020, costruita sulla nostra piattaforma partecipata durante la nostra prima uscita di ieri, che si affianca a quella sulla trasparenza già precedentemente annunciata. Costruiamo il presente e sogniamo il futuro, insieme.

Chiara Frontini

(pubblicato anche su Tusciaweb)

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