Viterbo non è un albergo…e noi non ci guadagniamo!

Ringraziamo tutti coloro che, in queste ore, ci stanno aiutando a divulgare il nostro messaggio: abbiamo voluto ribadire – e dalle reazioni che ci sono state, abbiamo colpito nel segno – che siamo contro l’immigrazione incontrollata i cui risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti.

Che a Viterbo si sia assistito ad un incremento esponenziale di immigrati, avvenuto soprattutto negli ultimi mesi, è un dato di fatto: incremento che non si limita soltanto ai flussi “noti”, che già da soli superano la soglia di disponibilità, ma a numerosi arrivi giornalieri dalla Capitale o dalla provincia. Senza considerare che, in base alle recenti stime pubblicate dal Sole 24 ore, la nostra provincia arriverà a quota 1300 con gli sbarchi estivi. Viterbo non è un albergo perchè tutte queste persone non possiamo ospitarle: non è solo un problema di modalità di accoglienza, ma anche e soprattutto di numeri. Il nostro tessuto sociale ha raggiunto il livello di saturazione e l’incapacità di integrazione è evidente nel degrado generato dall’accattonaggio molesto, nella nascita di vere e proprie enclave in certi quartieri della città, del centro storico ma anche, recentemente a seguito dell’assegnazione degli alloggi popolari, della zona PEEP di Bagnaia. Per maggiori informazioni, chiedere ai frequentatori delle linee autobus Viterbo-Bagnaia, oppure agli abitanti della zona Sacrario/San Faustino.

Più servizi ai cittadini perchè non è vero che le due cose non sono collegate: i fondi per l’accoglienza provengono dallo Stato Italiano e (pochi) dall’Europa, alias dalle tasche dei cittadini che pagano le tasse e vengono utilizzati per questi scopi piuttosto che per altri. Se gli uni non tolgono agli altri, perchè non investire quei 4.2 miliardi di Euro in social card, edilizia popolare, in pensioni agli anziani o in politiche a sostegno della natalità? Viterbo2020 ha proposto ed ottenuto, ad esempio, nel 2014 che in relazione ai punteggi per l’assegnazione dei posti negli asili nido venissero previsti fino a 10 punti aggiuntivi  da assegnare in base agli anni di residenza; lo stesso avevo chiesto per la composizione delle graduatorie di assegnazione delle case popolari, ma la nostra proposta è rimasta affossata in Consiglio Comunale.

“Viterbo non è un albergo” mira anche a lanciare un messaggio a tutti quei viterbesi che guadagnano da quello che è un vero e proprio business. Cooperative, imprese e privati cittadini che hanno fatto di questo una fonte di guadagno, il cui ammontare non si intende neanche rendere noto. Ricordiamo che la Prefettura di Viterbo ha negato alla Città di conoscere l’ammontare della spesa sostenuta per il Campo all’Ex Fiera sul quale, peraltro, pende un’ipotesi di abusivismo. Soldi facili sulla pelle di un’intera comunità: questo è inaccettabile. NOI NON CI GUADAGNIAMO.

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